VoodooTales #2 - Superficie
Orizzonti semi-urbanizzati foderati di zinco e, a perdita d’occhio, lamine stese sul pomeriggio di novembre. Uno di quei pomeriggi grigio fluorescenti sui quali ci si può stagliare nitidi o nei quali ci si può nascondere tra tutto il resto, non certo uno di quei pomeriggi immortalati nella sintetica limpidezza del polimetilmetacrilato.
Sotto un lampione butterato di salsedine poltrisce, contusa, una vecchia Volvo station dalla vernice ormai porosa al di sotto del quale tre polpastrelli posso percepire lo scorrere di linee ancora schiette. Bettlejuice; saranno stati gli ultimi ottanta e di lì vinil-pelle lucida di migliaia di chilometri, da “The Joshua Tree” a chissà dove; senz’altro non la Bretagna che doveva essere. Sottotitoli cromati ed embargo emozionale.
Sotto un lampione butterato di salsedine poltrisce, contusa, una vecchia Volvo station dalla vernice ormai porosa al di sotto del quale tre polpastrelli posso percepire lo scorrere di linee ancora schiette. Bettlejuice; saranno stati gli ultimi ottanta e di lì vinil-pelle lucida di migliaia di chilometri, da “The Joshua Tree” a chissà dove; senz’altro non la Bretagna che doveva essere. Sottotitoli cromati ed embargo emozionale.


1 Commenti:
polimetilmetacrilato .... che è?? :))
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