Voodoo Tales #5 – Secondo
Sput! Sput! Sput! Protesta impigrito il piccolo Tohatsu. Ciononostante, senza nemmeno sgranchirsi, si mette all’opera e, come ogni giorno festivi esclusi, di buon mattino, un giro dietro l’altro spinge lo scafo sulla laguna. Secondo non si chiede mai se Tohatsu sia dell’umore giusto per mettersi all’opera; lui, Secondo, rabbocca il serbatoio, un paio di cicchettate di bio-miscela e avvia con uno strappo misurato dall’esperienza. Sput! Sput! Sput! Regolare Tohatsu, senza fiatare, risponde solerte; solo qualche vibrazione d’assestamento nei primi minuti, poi più nulla. Solo sput! Sput! Sput!
Questa mattina la superficie della laguna, opalescente, cattura la luce di un sole nascente ed in forma smagliante restituendo bagliori salini e lattiginosi nonostante i mesi incalzanti. Anche Secondo sgrezza un sorriso.
Nessuno ha mai capito perché Secondo si chiami Secondo. Egli, invece, primo dei tre figli di un mastro velaio e un’impiegata alle Magnetovie Lagunari S. p. A. fulminò in quattroequattrotto gli anni della scuola dell’obbligo, ottenne tre diplomi, conseguì due lauree e una manciata di master un po’ ovunque all’estero; poco più che trentenne prodigio sparì nel nulla inviando mail mensili di aggiornamento per la famiglia: lavorava, approfondiva, si spostava senza dare mai ad intendere dove lavorasse, cosa approfondisse, dove si spostasse. L’importante è la salute. D’un tratto le mail cessarono e Secondo riapparve sulla porta di casa. In forma smagliante, laconico, aggiornò la famiglia della sua intenzione di tornare a casa, il giorno successivo acquistò Tohatsu, la barca e chiese una concessione edilizia per ampliare la casa paterna. “Ognuno ha diritto ai suoi spazi” sentenziò. I fratelli, uno direttore del locale liquamodotto e l’altro dirigente della BioGas S. p. A., furono d’accordo.
Secondo acquistò anche un capanno in plastica al limitare delle lagune d’acqua salmastra che circondavano il suo paese e lo attrezzò per la pesca. Le lagune natie, del resto, sono famose in tutto il mondo per la loro concentrazione salina superiore a quella del Mar Morto (caratteristica che deriva loro quali ricettacolo delle acque reflue degli impianti di desalinizzazione gestiti dalla Acqua Potabile S. p. A.) e per la miracolosa varietà dell’ittiofauna.
Secondo, una volta che Tohatsu ha raggiunto la temperatura d’esercizio, seleziona una rotta dal palmare e la scarica nella centralina del piccolo fuoribordo. Certo potrebbe tenere le rotte nella centralina stessa ma la concorrenza è spietata e non sono rari fenomeni di hackeraggio tra i pescatori di laguna.
Finalmente le esche sono in acqua, piccoli crostacei mutageni innescati con il cianoacrilato e molta cura, il periodo è buono si attendono catture copiose. Sput! Sput! Sput! Continua serio Tohatsu e nel bio-scanner appaiono le prime sagome fameliche, l’andatura deve rimanere costante e Tohatsu non perde un colpo. Sput! Sput! Sput! Nessuna increspatura dell’acqua pesante, nessuno scroscio e nessun crack tra le croste di sale alla deriva ma i cicalini luminosi segnalano comunque le catture. La lenza va tenuta in tensione e Secondo, sicuro, comincia a salpare: spigole-rostrate, anguille-siluro, rombi-salmonati, polpo-scatti, pinno-granchi. Un’ottima pescata, inutile negarlo. Pescare in queste lagune non è difficile ma bisogna stare attenti alle fasi di marea determinate dalla luna e dai rilasci d’acqua salatissima da parte dello stabilimento della Acqua Potabile S. p. A.; quando la marea crescente coincide con il rilascio le condizioni (e le pescate) sono strepitose, bisogna fare attenzione però alle ronfo-razze che, misurando anche più di ventimetriquadrati, sollevandosi dal fondo per cibarsi possono rovesciarvi la barca ma senza cibarsi di voi.
Come ogni giorno Secondo, infilate le prede nell’abbattitore, si staglia sulla laguna raggiungendo il pontile telescopico che gli è stato assegnato dal MRdPdSTdAMReSM (Ministero Regionale delle Politiche di Sviluppo e Tutela degli Ambienti Rurali, Marini, Rupestri e Successive Modificazioni). Ormeggiata l’imbarcazione scarica il cubo di prede congelate per riporlo nel congelatore del capanno e chiude la porta. Luce rossa, tra qualche mese il MRdPdSTdAMReSM darà luce verde e Secondo potrà vendere prelibatezze take-away ai turisti.
Sput! Sput! Sput! Protesta impigrito il piccolo Tohatsu. Ciononostante, senza nemmeno sgranchirsi, si mette all’opera e, come ogni giorno festivi esclusi, di buon mattino, un giro dietro l’altro spinge lo scafo sulla laguna. Secondo non si chiede mai se Tohatsu sia dell’umore giusto per mettersi all’opera; lui, Secondo, rabbocca il serbatoio, un paio di cicchettate di bio-miscela e avvia con uno strappo misurato dall’esperienza. Sput! Sput! Sput! Regolare Tohatsu, senza fiatare, risponde solerte; solo qualche vibrazione d’assestamento nei primi minuti, poi più nulla. Solo sput! Sput! Sput!
Questa mattina la superficie della laguna, opalescente, cattura la luce di un sole nascente ed in forma smagliante restituendo bagliori salini e lattiginosi nonostante i mesi incalzanti. Anche Secondo sgrezza un sorriso.
Nessuno ha mai capito perché Secondo si chiami Secondo. Egli, invece, primo dei tre figli di un mastro velaio e un’impiegata alle Magnetovie Lagunari S. p. A. fulminò in quattroequattrotto gli anni della scuola dell’obbligo, ottenne tre diplomi, conseguì due lauree e una manciata di master un po’ ovunque all’estero; poco più che trentenne prodigio sparì nel nulla inviando mail mensili di aggiornamento per la famiglia: lavorava, approfondiva, si spostava senza dare mai ad intendere dove lavorasse, cosa approfondisse, dove si spostasse. L’importante è la salute. D’un tratto le mail cessarono e Secondo riapparve sulla porta di casa. In forma smagliante, laconico, aggiornò la famiglia della sua intenzione di tornare a casa, il giorno successivo acquistò Tohatsu, la barca e chiese una concessione edilizia per ampliare la casa paterna. “Ognuno ha diritto ai suoi spazi” sentenziò. I fratelli, uno direttore del locale liquamodotto e l’altro dirigente della BioGas S. p. A., furono d’accordo.
Secondo acquistò anche un capanno in plastica al limitare delle lagune d’acqua salmastra che circondavano il suo paese e lo attrezzò per la pesca. Le lagune natie, del resto, sono famose in tutto il mondo per la loro concentrazione salina superiore a quella del Mar Morto (caratteristica che deriva loro quali ricettacolo delle acque reflue degli impianti di desalinizzazione gestiti dalla Acqua Potabile S. p. A.) e per la miracolosa varietà dell’ittiofauna.
Secondo, una volta che Tohatsu ha raggiunto la temperatura d’esercizio, seleziona una rotta dal palmare e la scarica nella centralina del piccolo fuoribordo. Certo potrebbe tenere le rotte nella centralina stessa ma la concorrenza è spietata e non sono rari fenomeni di hackeraggio tra i pescatori di laguna.
Finalmente le esche sono in acqua, piccoli crostacei mutageni innescati con il cianoacrilato e molta cura, il periodo è buono si attendono catture copiose. Sput! Sput! Sput! Continua serio Tohatsu e nel bio-scanner appaiono le prime sagome fameliche, l’andatura deve rimanere costante e Tohatsu non perde un colpo. Sput! Sput! Sput! Nessuna increspatura dell’acqua pesante, nessuno scroscio e nessun crack tra le croste di sale alla deriva ma i cicalini luminosi segnalano comunque le catture. La lenza va tenuta in tensione e Secondo, sicuro, comincia a salpare: spigole-rostrate, anguille-siluro, rombi-salmonati, polpo-scatti, pinno-granchi. Un’ottima pescata, inutile negarlo. Pescare in queste lagune non è difficile ma bisogna stare attenti alle fasi di marea determinate dalla luna e dai rilasci d’acqua salatissima da parte dello stabilimento della Acqua Potabile S. p. A.; quando la marea crescente coincide con il rilascio le condizioni (e le pescate) sono strepitose, bisogna fare attenzione però alle ronfo-razze che, misurando anche più di ventimetriquadrati, sollevandosi dal fondo per cibarsi possono rovesciarvi la barca ma senza cibarsi di voi.
Come ogni giorno Secondo, infilate le prede nell’abbattitore, si staglia sulla laguna raggiungendo il pontile telescopico che gli è stato assegnato dal MRdPdSTdAMReSM (Ministero Regionale delle Politiche di Sviluppo e Tutela degli Ambienti Rurali, Marini, Rupestri e Successive Modificazioni). Ormeggiata l’imbarcazione scarica il cubo di prede congelate per riporlo nel congelatore del capanno e chiude la porta. Luce rossa, tra qualche mese il MRdPdSTdAMReSM darà luce verde e Secondo potrà vendere prelibatezze take-away ai turisti.


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