martedì, novembre 21, 2006

VoodooTales#9 – Indaco è più bello da dire che da guardare

Zoe spolvera di bucce d’arancia candite la tazza di cioccolata calda che si è preparata, si siede sullo sgabello che tiene vicino alla finestra dalla cucina e guarda fuori. Raffredda la cioccolata con soffi leggeri appannando appena il vetro gelido e tiene la luce spenta, come quando era bambina; non pensa, aspetta solo.
“Se il mondo ti confonde, non lo capisci più, se nulla ti soddisfa, ti annoi sempre più, scienziati ed ingegneri hanno inventato già una generazione di bambole robot...”
Sono quasi le quattro e gli spazi tra i tetti e le terrazze si riempiono di luce livida; Zoe, pallida, s’illumina appena continuando a raffreddare la sua cioccolata, a respirarne l’aroma e a guardare fuori.
Fuori, un tempo era una selva di antenne. Oggi, grazie ai necessari incentivi del governo per la tv via cavo, scomparse le antenne, tra i comignoli i fuochi fatui sono tornati ad inseguire le civette spazientite.
“…c’è questo tipo strano, vedrai ti piacerà, lui suona la chitarra in una rock’n’roll band, è come un Arlecchino ma non si rompe mai, attacchi la corrente, si accende e partirà…”
Quando è quasi Natale e l’aria del pomeriggio odora di pesche sciroppate Zoe, ogni giorno, si ferma qualche istante per godere del tramonto. Ogni lunedì, quando la libreria dove lavora è chiusa, direttamente dalla finestra; tutti gli altri giorni, invece, dal PC della cassa e di lì dalla web-cam in cima al monumento ai caduti.
“…oooh rock’n’roll robot, oooh rock’n’roll robot, io ti amo, io ti cerco, io ti voglio, rock’n’roll robot...”
Oggi che è lunedì Zoe sta alla sua finestra con la tazza tra le mani e il pacchetto di caramelle all’anice sul davanzale, affogata nel suo maglione di lana riciclata ed inguainata nei suoi pantaloni in fibra di poliammide e teflon. Immobile, Zoe solo mescola la cioccolata tentando di stemperarvi dentro il solito garbuglio di immotivata insoddisfazione che le avviluppa il cuore.
“…ha dentro anche un computer e quante cose sa, un terminale video che t’informerà, lui lavora duro, tu libera sarai, di plastica e di acciaio che non si ferma mai…”
-Vaffanculo- sbotta Zoe sorridendo consapevole che le è comunque impossibile seguire semplicemente il tramonto lasciando che il groppo si squagli; come il cielo si tinge di indaco i pensieri partono prima scoppiettando poi possedendola.
“…c’è questo tipo strano, vedrai ti piacerà, lui suona la chitarra in una rock’n’roll band, ha un cuore di bambino che non si rompe mai, attacchi la corrente vedrai ti partirà..”
Pochi istanti ed è già buio, sorsi brevi di cioccolata tiepida per Zoe che ancora non si muove, non ha fretta, sembra aspettare mentre tra i camini e i fili per stendere i panni sfarfallano i primi fuochi fatui. Guarda l’ora Zoe e si concede un’ultima panoramica verso l’orizzonte per poi volgere lo sguardo in basso tra i palazzi, sul marciapiede.
Solo qualche minuto col fiato sospeso ed inquadra una figura dal passo svelto, s’illumina Zoe e s’avvicina al vetro, lo sfiora con appena tre dita seguendo la figura in basso - ciao - mormora Zoe – ciao Sten - .
"...oooh rock’n’roll robot, oooh rock’n’roll robot
Io ti amo, io ti cerco, io ti voglio, rock’n’roll robot.
Johnny play guitar like the ringing bells, baby baby baby baby baby be good
Johnny play guitar like the ringing bells, baby baby baby baby baby baby baby baby.
Oooh rock’n’roll robot, oooh rock’n’roll robot
Io ti amo, io ti voglio, io ti cerco, rock’n’roll robot"

2 Commenti:

Blogger flying hawk ha detto...

senza parole (altro che capperi...)

8:30 AM  
Blogger flying hawk ha detto...

più lo leggo più mi piace

9:59 AM  

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